La Signora Fortuna Novella nasce a Carloforte il 25 settembre del 1880. Sposa nel 1902 il Signor Antonio Riudavetz di Mahon (Spagna).
LA SUA STORIA
Appena venuta a conoscenza che gli equipaggi di alcune navi militari Italiane si trovano in difficoltà si precipita al porto in aiuto dei propri connazionali. Lei forse la sola italiana all'epoca residente a Mahon si prende cura dei feriti, procura loro da mangiare, trova le medicine, cerca di mantenere i contatti con le famiglie dei marinai in Italia, va al cimitero di Mahon dove depone fiori freschi sulla tomba dei 25 marinai sepolti. non solo ma interviene presso le Autorità locali per evitare l'internamento e grazie al suo intervento, agli equipaggi viene concesso di restare a bordo e muoversi liberamente, anche se le navi vengono comunque internate.
Quando scendono a terra i marinai sanno dove andare. la casa della Signora Novella da loro il sapore della vita domestica e, un calore che li aiuterà a superare quel momento così difficile della loro vita. Trascorrono i mesi, la partenza dei marinai avviene il 15 gennaio del 45. i giovani marinai salutano la loro benefattrice che li abbraccia ad uno ad uno. ha gli occhi pieni di lacrime la Signora Novella. I suoi figli come li ha chiamati sin dal primo giorno piangono con lei. Le navi si allontanano, Mamma Mahon agita le braccia con un fazzoletto in segno di saluto. I marinai migliaia di mani tese verso di lei, fissano la figura della Signora Fortuna Novella per poterla imprimere l'ultima volta nelle loro menti. Infine Mahon scompare alla loro vista. La Signora Fortuna Novella non dimenticherà i morti della Corazzata Roma sepolti a Mahon, si preoccuperà che sulle croci venga sistemata una targa con il nome del marinaio e, non farà mancare loro preghiere e fiori freschi fino al giorno della sua morte avvenuta nel 1969.
ALLA MADRE DEI MARINAI
Di Giuseppe Vallebona- L'anima canta-Gastaldi editore Milano 1954
è un'ora grave,triste della Patria.
Bruciano i corpi e l'anime, ardono i cuor nell'ansia e nel dolore, fremono gl'inermi, tacciono i cannoni.
Braccati come lupi,là, sul mare, s'avvian in corteo lugubre sull'onde non più fide quattro brani di Patria.
V'han nell'acciaio gli uomini temprato muscoli e cuore; è nel corteo il segno della morte e della gloria,
v'aleggia cupa, sconfortante l'ombra della disfatta.
Non ha meta il corteo.
Spunta laggiù nella penombra, tenue striscia di terra.
Arrancano i motor l'ultimo spazio fino all'ultima goccia del prezioso carburante che dà lor forza e vita;
dilaniati e compianti attendon l'ora dell'ultimo riposo i morti della Roma....
Una donna li attende, solitaria anima lagrimante sulla sponda, una donna li abbraccia nel suo sguardo,
figlia d'Italia su straniera terra, una donna che, madre, nel suo cuore i sospiri e i lamenti d'altre madri
rinserra e soffre.
E là, sola col cuore e con lo strazio, vede scendere a terra, per il velo di lacrime, coi vivi i martiri.
Son là, al dolce sposo li accomuna nel luogo e nell'amor. DA quelle tombe insistente e tenace
si diffonde un profumo di fior ch'avea Villa Fortuna.
La vedono in gramaglie i cento, i mille marinai d'Italia pianger con essi, scender con loro,
intenerirli, umile, col generoso ofrir d'ogni suo avere, il sacrificio nulla sembrando alla
MAMMA che un misero sollievo alle torture.
Sgranano lenti come in un rosario, terribile rosario- in prigionia, i giorni, i mesi;
ma una donna sempre è con essi sovr'essi, con le provvide cure d'una madre a
raddolcire col sorriso pio le miserie e gli affanni. Il turbine è passato. L'ora attesa
è giunta. Si ritorna.
Si ricongiungono al provato tronco quei brani della Patria, ma un'ombra offusca del
ritorno il gaudio; ritta, minuta sulla sponda, ancora una fragile donna e un sacro drappo:
MAMMA FORTUNA avvinta al Tricolore! Non le servono gli occhi, chè di lacrime una nebbia li assale,
ma il suo cuore sente che il dolce sacrificio è al fine, che i figli del dolore se ne vanno,
che non li avrà più.
E li accompagna trepida con l'anima, Angelo di pietà, verso lor madri di cui per tanto
tempo ha sommato gli affanni.
Ma lì, in un angolo di silenzio e pace c'è chi l'attende, c'è chi ne sospira preghiere e pianto ....
Madonna delle Grazie ha nome il sito,
Signora dell'Amor chiaman quei morti TE, Donna Fortuna,Mamma Mahon!!